Biografia

‘L’arte come roulette russa della vita contemporanea’

missale

Sempre più persone sentono il bisogno di esprimere le loro gioie, le loro frustrazioni, le loro emozioni attraverso la pittura, lo hanno già fatto Caravaggio, Michelangelo, Leonardo, Annigoni, e oggi persone semplici che nella vita fanno un lavoro completamente diverso da quello dell’arte all’improvviso sentono l’esigenza interiore di dare forma e visibilità a certe immagini o turbolenze che covano o risiedono nella loro mente o nel loro cuore. Il caso di Fabio Missale mi ha sorpreso più di qualsiasi altro, in quanto pensavo di conoscere un Fabio compatto, razionale, qualche volta superficiale e, invece, dopo dieci anni mi trovo di fronte ad una persona che ha rovesciato il suo mondo interiore, fino ad ora ben nascosto, rendendolo finalmente visibile e vulnerabile.
Per farlo ha scelto la pittura, ciò che egli dipinge è frutto di poche nozioni culturali sul mondo dell’arte, ma figlio di una energia che non poteva più contenere dentro se stesso.
Anche se le difficoltà di ordine tecnico sono per Fabio delle vere vette da scalare, egli pur di esprimere e sfogare la sua malinconia anima, dipinge paesaggi o figure con una inconscia sapienza pittorica che sta tra Ligabue e Van Gohg, tra l’espressionismo di Munch e la rabbia di Gauguin, ma lui queste cose, per sua fortuna, non le sa, Fabio prende una tela, e ci dipinge sopra ciò che gli fa drenare la rabbia, l’incapacità di accettare le sue debolezze umane, la paura della morte.
Da questo cocktail esplosivo emerge sulla tela un’immagine di un paesaggio glabro, scarno, quasi tagliente, e in un angolo una fanciulla vestita di bianco, pura e inconsapevole che tra quegli alberi nudi e tristi, si nasconde l’imperfezione del genere umano, con le sue cattiverie e le sue violenze. Sicuramente quando dipinge, Fabio, si allontana mentalmente da tutte le faccende umane che il suo lavoro gli fa affrontare quotidianamente e questo per lui è un modo per rigenerarsi, per ricaricare le batterie del suo cervello e del suo corpo.
Questo nuovo Fabio ha sorpreso non poco e spero che non smetterà mai di dipingere, perché sono convinto che il gioco che sta facendo con la roulette russa della pittura è e sarà la sua salvezza, non la sua fine.
Gilberto Grilli (Biografo di Pietro Annigoni)

 

Mi ritrovo ancora una volta stupito di fronte alle opere di un pittore “emergente”, il bello dell’arte è proprio quello, quando meno te lo aspetti arriva a sconvolgerti, e devo dire che l’amico Fabio Missale ha saputo lasciarmi a “bocca aperta”.

Domenica 12 Settembre inaugura la sua prima mostra personale l’avv. Fabio Missale, o meglio “Missà”, nome d’arte, visto che è questo il contesto al quale mi sto riferendo a differenza di quello per il quale Fabio Missale è più conosciuto.
Conosco Fabio da poco tempo, ho conosciuto praticamente prima i suoi quadri che lui ed essendo solo l’inizio devo dire che racchiude in sè la stoffa per poter continuare a lavorare nel mondo della pittura, un mondo per lui completamente da esplorare, anche se a vederlo dipingere sembra abbia già la sapienza di anni di pratica e pur non rendendosi conto delle proprie capacità realizza, sorridendo, opere con grande intensità emotiva, si, perché è proprio quello che bisogna focalizzare nelle sue opere, le atmosfere che sa creare coinvolgono a pieno lo spettatore riportandolo in pochi attimi nell’ ambiente ritratto e coinvolgendolo per le forti intensità e abbinamenti cromatici.
Sa mantenere integri i colori degli ambienti, dell’aria dei campi o di quella di una città rendendo paesaggi a noi noti parte di un periodo dimenticato, facendogli rivivere una seconda vita nella sua interpretazione.
Da una prima visione pare che le sue opere siano di semplice realizzazione, poi esaminandole più attentamente ci si rende conto che ogni sua singola opera è come se avesse un’altra età, sembrano dipinti appartenenti al periodo Italiano degli anni 40; già molti altri pittori hanno dimostrato di come un quadro possa colpire per le situazioni, i contesti e i colori, perche è quello che sa rievocare e trasmettere un quadro che conta, Missà ha molto da dire a riguardo, poche gestualità, sicure e con disinvoltura.
Le prospettive sfalsate aprono nuovi orizzonti alla fantasia e i colori cosi semplici e puri rispecchiano la natura cosi come è, facendoci rivivere i nostri ambienti cosi vicini a noi ma altrettanto lontani dalla frenesia quotidiana delle città in cui viviamo, Missà ci fa riscoprire queste campagne.
Ho consigliato a Fabio di continuare a dipingere, senza stancarsi mai, perché è importante migliorarsi e ricercare nuove situazioni da dipingere, questa strada per lui è la più immediata ed istintiva, lo libera da ogni pensiero e d esprime il suo essere senza troppe burocrazie della quotidianità facendo cosi godere di momenti di calma e riflessione ormai dimenticati.
Sem Raimondi